30/03/2026
Ogni anno, a Trapani, c'è gente che non dorme per 24 ore di fila.
Non è una challenge. Non è un festival. È una processione religiosa che va avanti dal Venerdì Santo al Sabato Santo, senza mai fermarsi.
Parte alle 14:00 in punto dalla Chiesa delle Anime del Purgatorio. E non rientra fino al tardo pomeriggio del giorno dopo.
E qui arriva il bello.
In mezzo ci sono 20 gruppi scultorei che raffigurano la Passione di Cristo. Ognuno montato su una vara di legno. Ognuno portato a spalla da uomini in carne e ossa, i massari delle antiche corporazioni artigiane della città.
Quelle sculture non sono repliche moderne. Sono originali del XVII e XVIII secolo, realizzate in legno, tela e colla nelle botteghe trapanesi. Il gruppo più antico — l'Ascesa al Calvario — fu assegnato alla sua corporazione nel 1612. Quattrocentodieci anni fa.
Spoiler: non è mai stata saltata.
La tradizione ha radici spagnole, eredità della dominazione iberica in Sicilia tra il Cinquecento e il Seicento. È parente stretta delle processioni andaluse, ma è diventata qualcosa di completamente diverso: un rito civile e religioso insieme, gestito non da preti ma da artigiani.
Le corporazioni — barcaioli, fabbri, falegnami, pescivendoli — custodiscono i gruppi, li restaurano, li portano. Si tramandano il compito di padre in figlio. Dal 1961 le sculture sono conservate nella stessa Chiesa del Purgatorio da cui parte la processione ogni anno.
Comunque.
Il percorso attraversa il centro storico di Trapani per l'intera notte. Le bande musicali accompagnano i portatori dall'Ottocento in poi, sostituendo i cantori originali. I massari sfilano a viso scoperto — nessun incappucciato, nessun anonimato.
L'ultimo gruppo di sculture fu completato nel 1772. Da allora, il corteo è rimasto invariato: stessi gruppi, stesso percorso, stessa cadenza.
Venti gruppi. Una notte intera. Quattrocento anni di storia portati letteralmente a spalla.
Non è una maratona. È qualcosa che la maratona se la sogna.
In breve:
La Processione dei Misteri di Trapani dura oltre 24 ore consecutive ogni Venerdì Santo
I 20 gruppi scultorei del XVII-XVIII secolo vengono portati a spalla dalle corporazioni artigiane cittadine
La tradizione, di origine sp****la, va avanti ininterrotta da oltre 400 anni: il documento più antico risale al 1612