03/08/2026
A Verona il Ferragosto non è soltanto il giorno delle gite al lago o delle tavolate in giardino. Per molte famiglie è il giorno del bollito con la pearà.
Nelle case di una volta, il 15 agosto cominciava prima dell'alba. Sul fuoco veniva messa la grande pentola di rame, riempita d'acqua, verdure e carni: punta di petto, lingua, gallina, cotechino. Il brodo doveva sobbollire lentamente per ore, senza fretta, perché il tempo era uno degli ingredienti più importanti.
Ma il vero rito iniziava con la pearà.
Il pane raffermo, conservato con cura durante la settimana, veniva grattugiato. Il midollo di bue si scioglieva nel b***o, poi arrivava il brodo bollente e, poco alla volta, il pane. Infine il pepe nero, tanto pepe, fino a rendere la salsa intensa e profumata.
Intorno alla tavola si riunivano tre, a volte quattro generazioni.
Ogni Ferragosto, nel nostro agriturismo il profumo del brodo e del pepe continua a riempire le cucine.
Perché il bollito con la pearà non è soltanto una ricetta. È un gesto che si tramanda. È il sapore di una città che conserva la propria identità attorno a una tavola apparecchiata, dove il Ferragosto non è solo una festa d'estate, ma un'occasione per ricordare che le tradizioni vivono ogni volta che qualcuno le condivide.
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