Hotel Eden Venice

Hotel Eden Venice Small friendly Venice 3 star hotel near Casino | Piccolo e accogliente hotel 3 stelle vicino al Casinò

Small hotel providing a warm and intimate atmosphere in the picturesque Cannaregio district in Venice, off the tourist-beaten track and very close to Venice Casino. Hotel Eden offers en-suite rooms with canal or courtyard view. Piccolo hotel offre un'atmosfera intima e accogliente nel pittoresco sestiere di Cannaregio a Venezia, fuori dal circuito turistico e molto vicino al Casinò di Venezia. L'hotel Eden offre camere con bagno privato e vista sul canale o sul campiello.

Ci avviciniamo al 21 Novembre, celebrazione della "Madonna della Salute" e, come ogni anno, all'hotel Eden durante tutto...
15/11/2014

Ci avviciniamo al 21 Novembre, celebrazione della "Madonna della Salute" e, come ogni anno, all'hotel Eden durante tutto il periodo di festa, si potrà assaggiare la "castradina" il piatto tradizionale veneziano a base di carne di montone speziata e affumicata.

16/07/2013

Ancùo bisato su l'ara.....

Oggi vi propongo una ricetta antichissima tipicamente veneziana, anzi muranese, che veniva preparata quasi esclusivamente nelle fornaci.
Dal 1295, infatti, le vetrerie di Venezia, già attive prima dell’anno Mille, vennero trasferite a Murano, per evitare il rischio di incendi causati dalle loro fornaci e gli operai che in esse ci lavoravano spesso per cuocere il pesce che pescavano in laguna, utilizzavano il calore dei forni sempre accesi. Da questo metodo di cottura i nostri avi ci hanno tramandato appunto la ricetta del "bisato", ossia l'anguilla cotta "su l'ara" ovvero sulla pietra refrattaria della muffola ( o tempera ), usata solitamente per far raffreddare gradualmente i vasi e le sculture di vetro appena usciti dal forno.
L'anguilla veniva eviscerata e incisa in pezzi lunghi 5-7 cm e lavata in acqua salata, si preparava un letto di foglie di alloro sulla pietra refrattaria, veniva accomodata l'anguilla sull'alloro e una volta spruzzata con aceto di vino bianco e acqua salata era ricoperta totalmente con ulteriore alloro fino a cottura ultimata.
Il grasso dell'anguilla si scioglieva leggermente e colava attraverso le foglie di alloro rimanendo così lontano dalle carni che al tempo stesso si insaporivano col profumo di alloro.
Nei giorni più fortunati si accompagnava il piatto prelibato con della polenta abbrustolita e del vino bianco.

Se questa piccolo racconto vi ha messo l'acquolina in bocca , potete preparare anche voi il "bisato su l'ara" a casa vostra in questo modo :
Chiedete al vostro pescivendolo di fiducia di prepararvi una bella anguilla per questa ricetta, ossia non deve essere troppo piccola, ma neanche troppo grande ( per una miglior cottura ).
Procuratevi un bel mazzo abbondante di alloro fresco. Preriscaldate il forno di casa a 190° . Predisponete un generoso letto di foglie di alloro sulla placca ( con bordo ) e adagiate l'anguilla a spirale sulle foglie. Irrorate con mezzo bicchiere di acqua e aceto di vino bianco e coprite con le rimanenti foglie di alloro.
Cuocete il "bisato" per una mezz'oretta circa ( a seconda delle dimensioni del pesce).
Nel frattempo fate abbrustolire qualche fetta di polenta bianca o gialla e magari preparate un'insalatina di rucola condita con aceto di vino bianco.
A me piace abbinare questo piatto con della Ribolla Gialla bella fresca ....

Buona giornata e buon appetito

Gherardo

29/08/2012
15/05/2012

Domenica prossima in Italia é il giorno dell'Ascensione del Signore (in tanti altri paesi é rimasto il giovedì) ma per i Veneziani é" La Festa della Sensa" , una festa tipica veneziana che commemora due vittorie veneziane, lontane una dall'altra di quasi due secoli: una navale ed una diplomatica, comunque legate tra loro.
La prima risale all'impresa del Doge Pietro Orseolo II , partito il 9 maggio dell'anno 1000 , giorno dell'Ascensione, in aiuto delle popolazioni della Dalmazia minacciate dagli Slavi. Questo è l'inizio del lento cammino intrapreso da Venezia per il dominio del Mare Adriatico, al quale tendeva fin dalle sue origini non tanto per motivi di conquista, quanto per ragioni di vita. L'arresto dell' espansione slava permette alla Repubblica di giungere questo suo obiettivo ed il possesso territoriale diventa ormai superfluo, tanto che le città dalmate danno ormai blandi tributi, regolati secondo le proprie risorse naturali ed economiche.
A ricordo dell'ardua impresa si dà inizio alla celebrazione della Festa della Sensa, limitata alla sola benedizione del Mare: è un rito esclusivamente propiziatorio, dal cerimoniale semplice e modesto.
Quest'ultimo diviene più complesso e sfarzoso quando con la stessa festa si ricorda l'altra vittoria veneziana, quella diplomatica. Siamo ora nell'anno 1177, le due massime autorità europee firmano a Venezia la pace che pone fine alla secolare lotta tra Papato e Impero: mediatore tra Papa Alessandro III e Federico Barbarossa è il doge Sebastiano Ziani.
Il Papa riconoscente ai veneziani, colma la città di doni e consegna al Doge Ziani un anello benedetto pronunciando le parole: " Ricevilo in pegno della sovranità che Voi ed i successori Vostri avrete perpetuamente sul Mare" e, secondo il Sanudo, si precisava anche un invito a nozze "... lo sposasse lo Mar si come l'omo sposa la dona per esser so signor".
E così l' iniziale visita al mare e la sua benedizione si trasformano in un atto di investitura e di possesso: ormai il dominio veneziano dell'Adriatico è riconosciuto dalle due massime potenze europee del tempo.

La cerimonia
Il giorno dea Sensa (dell’Ascensione) il Bucintoro veniva portato davanti alla piazzetta: lì aspettava l'imbarco del doge e del Consiglio, insieme agli ospiti illustri e agli ambasciatori stranieri.
Il corteo era composto dai comandadori, dagli scudieri, dai canonici, dai chierici, dai cancellieri. Durante il viaggio i musici della ca****la marciana intonavano madrigali.
Superata l’isola di S. Elena, il Bucintoro veniva raggiunto da un’imbarcazione col Patriarca che, salito a bordo, benediceva il mare. Immediatamente dopo il doge gettava l’anello in acqua, a suggello del matrimonio.

Lo sposalizio del mare
Con questo articolato rito il Serenissimo Doge voleva dimostrare il fondamento giuridico del dominio del golfo.
Probabilmente la cerimonia, al di là della leggenda e della tradizione, aveva precedenti origini bizantine, oppure si innestava su antichi riti pagani propiziatori.
Il doge, con il seguito, si imbarcava sul Bucintoro e, raggiunta la bocca di porto di San Nicolò, gettava in mare un anello d’oro.
Il Bucintoro era seguito da un folto e colorato corteo di barche ornate a festa, con i rappresentanti dei mestieri e delle principali corporazioni cittadine.

Il Bucintoro
Era l’imbarcazione di rappresentanza della Serenissima ed evocava, coi suoi addobbi sfarzosi, il fasto e il prestigio della Repubblica.
Era utilizzata nei cortei acquei per accogliere le ambascerie e le più alte personalità dell’epoca, nelle feste e principalmente nel giorno dell’Ascensione.
Nel corso dei secoli ne furono fabbricati 4 esemplari: il primo, le cui notizie risalgono all’anno 1311, era mosso a rimorchio, il secondo risale all’anno 1520, il terzo al 1605 ma il più maestoso e imponente venne varato nel 1728 sotto il Doge Alvise Mocenigo. Era lungo 43,80 metri, largo 7,31 e alto 8,35 metri; aveva 42 remi, ciascuno azionato da 4 vogatori ed era a due piani: l’inferiore era per i rematori, quello superiore, coperto da un baldacchino che formava una grande sala decorata dalle sculture del Maestro Corradini e interamente rivestito in velluto rosso con 90 seggi e 48 finestre, era riservato alle massime autorità della Repubblica e culminava a poppa con il fastoso trono del Doge. La prua, ornata da un incredibile trofeo di statue simboliche, di volute e di intarsi, aveva al sommo la statua di Venezia sotto forma di Giustizia, mentre davanti si protendevano due speroni, sul maggiore dei quali era il Leone di San Marco, accompagnato da altre fantasie. Un alto pennone sormontava la nave e su di esso veniva issato lo stendardo ducale a sei code. Il Bucintoro era riservato solo ad occasioni eccezionali come ricevere personaggi importanti, per l’entrata del neoeletto Doge a Palazzo Ducale e, chiaramente, per la Festa della Sensa.
Il Bucintoro era riservato solo ad occasioni eccezionali, come ricevere personaggi importanti, per l’entrata del neoletto Doge a Palazzo Ducale e chiaramente per la Festa della Sensa. In quel giorno infatti il Bucintoro, seguito da un corteo acqueo affollato di imbarcazioni di ogni tipo con tutti i veneziani stretti attorno, da Piazza San Marco arrivava all’altezza del Forte di Sant’Andrea, il Doge quindi gettava in acqua un anello d’oro pronunciando la secolare formula "Desponsamus te mare, in signum veri perpertuique dominii" .
L’ultima uscita del Bucintoro risale alla Festa della Sensa del 1796; dopo la caduta della Serenissima Repubblica, il 9 gennaio 1798 soldati francesi ridussero a piccoli pezzi tutti gli splendidi intagli e quanto c’era di dorato, portarono il tutto all’isola di San Giorgio Maggiore e dettero fuoco per ricavarne l’oro. La densa colonna di fumo che si levava dall’isola fu vista ben presto dai cittadini che si fermavano stupiti nella piazzetta, ed in tutta la città corse la voce: "Bruciano il Bucintoro ! ".

A Venezia, il 25 Aprile, nel giorno della festa di San Marco, c'é l'usanza da parte degli uomini di offrire alle donne d...
25/04/2012

A Venezia, il 25 Aprile, nel giorno della festa di San Marco, c'é l'usanza da parte degli uomini di offrire alle donne di famiglia, in particolare fidanzate e mogli, un bocciolo di rosa rossa, in dialetto bòcolo. Tale usanza, si dice, nasca da una leggenda: una bionda fanciulla di nome Maria, figlia di un Doge, si era fortemente innamorata di Tancredi, un trovatore assai valoroso e bello. Il sentimento dei due giovani era osteggiato dal Doge, che non avrebbe permesso un tal matrimonio. Maria, pertanto, chiese a Tancredi di andare a combattere contro gli arabi in Spagna con l'esercito di Carlo Magno e di coprirsi di gloria: così facendo, il padre non si sarebbe più opposto al loro amore. Tancredi partì e la fama delle sue gesta gloriose si sparse ben presto per il mondo. Un giorno, però, arrivarono a Venezia alcuni cavalieri Franchi guidati dal famoso Orlando; cercarono di Maria e le annunziarono la morte del prode trovatore. Era caduto sanguinante sopra un rosaio, ma prima di morire aveva colto un fiore e aveva pregato Orlando di volerlo portare alla sua amata. La fanciulla prese la rosa tinta ancora del sangue del suo Tancredi e restò chiusa nel suo dolore. Il giorno dopo, in cui ricorreva la festa di San Marco, fu trovata morta con l'insanguinato fiore sul cuore. Da quella volta il bocciolo di rosa, simbolo dell'amore che sta per aprirsi alla vita e al sole, viene offerto alle donne nel giorno di San Marco.

27/03/2012

Il simbolo di Venezia è il leone alato con un libro aperto sotto la zampa anteriore destra. La scritta in latino incisa su quel sacro libro : Pax Tibi Marce Evangelista Meus, vuol dire "Pace a te Marco, mio evangelista". Quando il Leone di San Marco veniva rappresentato su pitture o sculture mentre reggeva una spada, significava che Venezia stava affrontando un periodo di guerra ed invece era in periodo di pace quando teneva il libro appunto. La maggior parte dei "leoni" fu distrutta dalle truppe napoleoniche nel 1797, quelli che oggi vediamo sono quasi tutti delle copie fedeli degli originali. Ancora oggi dalla Piazza S. Marco sono visibili ben 13 "leoni".

Cristiano Pinzan
11/02/2012

Cristiano Pinzan

03/02/2012

Buongiorno a tutti da Hotel Eden, a Venezia splende il sole ma i preparativi in Piazza San Marco per l'inizio del carnevale sono rallentati dal gelido vento di bora !!!

02/02/2012

Pour réchauffer le corps et l'esprit pendant ces froids jours de Février, l'Hôtel Eden offre à ses clients tous les jours du vin chaud et de la "pinza" en harmonie avec la tradition vénitienne ....

02/02/2012

To warm the body and mind in these cold days of February, Hotel Eden offers to its customers every day hot wine and "pinza" in harmony with the Venetian tradition ....

02/02/2012

Per riscaldare il corpo e la mente in questi freddi giorni di Febbraio, l'Hotel Eden offre tutti i giorni ai suoi clienti vin brulé e pinza in armonia con la tradizione veneziana....

19/01/2012

Located not far from Venice Casino, this small hotel hotel offers an elegant and intimate atmosphere, while the rooms enjoy either a stunning courtyard / canal view.

Situato non lontano dal Casinò di Veneziam questo piccolo hotel offre un'elegante e intima atmosfera. Le camere godono di una stupenda vista sul campiello e sul canale.

Indirizzo

Campiello Volto Santo 2357
Venice
30121

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