10/04/2026
“L’attualità del Piano Benevolo oggi: una proposta di gestione dei flussi turistici” è il titolo dell’incontro che si è tenuto questa mattina nella Sala del Ridotto dell’Hotel Monaco & Grand Canal di Venezia, riportando al centro del dibattito pubblico una strategia urbanistica elaborata trent’anni fa ma oggi quanto mai attuale per la gestione dei flussi turistici.
Ad aprire i lavori è stato Claudio Scarpa , presidente del Centro Studi AVA, da sempre sostenitore della necessità di recuperare la visione del Piano Benevolo. Sono seguiti i saluti istituzionali: il sindaco Luigi Brugnaro è stato accolto dal presidente Ava, Antonio Vianello, e dal direttore, Daniele Minotto.
Il valore del comparto turistico
Il presidente Vianello ha ricordato il valore del comparto turistico: «Rappresenta 3 miliardi di Pil in città, di cui 1,3 miliardi per il solo ricettivo, con 10 mila addetti». AVA riunisce 450 aziende alberghiere e «gli albergatori stanno investendo nel miglioramento dell’offerta»: negli ultimi anni i posti letto medi negli hotel sono passati da 78 a 68 «con un calo del 20% per aumentare la qualità a scapito della quantità», e «quasi il 70% dei posti letto appartiene alle fasce alta e lusso».
Scarpa ha ripercorso i punti cardine del Piano Benevolo: «Nel 1996 una giunta illuminata predispose un piano urbanistico che rappresenta l’ultima vera visione complessiva della città». Il progetto prevedeva terminal sulla gronda lagunare, il trasferimento dei flussi turistici via acqua verso aree periferiche, un «biglietto d’ingresso per il turismo pendolare» anticipando l’attuale contributo, una testa di ponte ai Pili riservata ai cittadini, un terminal alla foce del Sile per le isole della Laguna Nord e interventi per superare le criticità di accesso dall’area aeroportuale.
«Purtroppo di quel piano è stato realizzato molto poco», ha osservato Scarpa. «Resta un’opera bellissima che meriterebbe di essere ripresa e attuata. Il turismo vuole trasporti lenti, chi vive a Venezia vuole trasporti veloci: il Piano Benevolo indicava già trent’anni fa come sanare questa frattura».
Il sindaco Brugnaro ha riconosciuto l’importanza di quel lavoro: «Ho studiato il Piano Benevolo mi ha condizionato il mio lavoro, così come tutto ciò che ho studiato negli anni universitari allo Iuav. Benevolo, con la giunta Massimo Cacciari, aveva grandi idee, poi servono persone come noi che le realizzino». “Noi abbiamo scelto di mettere un blocco alla nascita di nuovi alberghi in centro storico. Poi abbiamo fatto la scelta coraggiosa di attuare il contributo d’accesso: non ho dormito la notte, perché non è stato facile caricare sulle mie spalle questa responsabilità”.
Ha ricordato i risultati raggiunti dagli albergatori e la necessità di continuare nell’ammodernamento per affrontare una concorrenza globale «spietata». “Questa strategia, che punta sulla qualità, è anche la nostra”
L’assessore al Turismo e candidato sindaco Simone Venturini, intervistato da Davide Scalzotto, ha sottolineato il cambio di passo dell’amministrazione: «Spesso a Venezia si fanno diagnosi di problemi che poi non vengono affrontati. Per sessant’anni si sono fatti convegni e libri sul turismo, ma nessuno ha mai agito. Oggi noi stiamo agendo».
Tra le priorità indicate: «Rafforzare il contributo d’accesso, per attrarre risorse dal turismo giornaliero e destinarle ai residenti»; lo sviluppo di terminal strategici per migliorare l’accesso via acqua evitando congestione su Tronchetto e sul ponte della Libertà, «in particolare a Fusina», e di un collegamento con il Montiron destinato ai residenti di Burano. “Tra gli obiettivi poi il ridisegno del waterfront portuale, dell’area di San Giuliano e dell’area Pili, con nuovi servizi destinati ai residenti; oltre all’ampliamento dei parcheggi dedicati ai cittadini”. Sulla circolazione acquea, Venturini ha ricordato i risultati ottenuti: «Il Canal Grande così tranquillo non se lo ricordava nessuno: il controllo della velocità ha ridotto il moto ondoso». Sul tema della circumnavigazione della città ha ribadito che «servono investimenti per alzare l’arcata del ponte ferroviario».
Per quanto riguarda mobilità e accessi, Venturini ha definito la nuova SFMR «un’opportunità arrivata in ritardo ma da cogliere», utile per alleggerire Mestre e distribuire meglio i flussi. La nuova stazione di Mestre, «opera finalmente al via dopo un intenso lavoro di moral suasion con le ferrovie», migliorerà l’accesso ferroviario senza sovraccaricare il sistema degli autobus.
«I parcheggi per i turisti devono stare fuori da Mestre, e se si riesce ad agganciarsi alla linea acquea meglio ancora», ha aggiunto.
Turismo, decoro e prospettive
Venturini ha ricordato la varietà dei profili turistici e la necessità di politiche differenziate. Dal post-pandemia la città ha lavorato per rilanciare l’artigianato artistico e sostenere la crescita della Biennale. Rimangono sfide aperte sul decoro urbano: «Un’edicola che diventa suk, un graffito, una luce bianca sparata: sono piccole cose, ma sommate incidono sull’immagine della città».
L’iniziativa è stata proposta come momento di dialogo tra operatori e istituzioni, nella consapevolezza che la gestione dei flussi turistici rappresenti ancora una sfida aperta e centrale per il futuro di Venezia.