25/04/2022
La tradizione centenaria di Venezia che il 25 aprile, nel giorno dedicato a san Marco, sia offerto a fidanzate e mogli un bocciolo (in veneto bócoło) di rosa rossa, in segno d'amore.
L'usanza nasce dalla leggenda di Maria, figlia del doge Angelo Partecipazio, che si innamorò ricambiata del giovane Tancredi. Il sentimento dei due giovani era osteggiato dal padre di Maria, che non avrebbe permesso un tale matrimonio. Maria chiese allora a Tancredi di andare a combattere contro gli arabi in Spagna con l'esercito di Carlo Magno, per guadagnare fama: il padre così non avrebbe più potuto opporsi al loro amore. Tancredi partì e si coprì di gloria in guerra. Un triste giorno arrivarono a Venezia alcuni cavalieri francesi che erano stati guidati dal paladino Orlando, eroe caduto nella battaglia di Roncisvalle del 15 agosto 778 e celebrato poi nel famoso poema epico della Chanson de Roland. I cavalieri cercarono Maria per annunziarle la morte di Tancredi: colpito dal nemico, era caduto sanguinante sopra un rosaio. Prima di spirare, aveva colto un fiore e pregato l'amico Orlando di portarlo a Venezia alla sua amata Maria. Maria prese la rosa tinta ancora del sangue del suo Tancredi e restò muta nel suo dolore. Il giorno dopo, festa di san Marco, fu trovata morta con l'insanguinato fiore sul cuore.
La tradizione veneziana del Bocol.jpg
Da quella volta il bocciolo di rosa viene offerto alle donne nel giorno di san Marco quale simbolo d'amore vero, imperituro.
Il 25 aprile 2014 è stata realizzata in piazza San Marco a Venezia una performance artistica collettiva con un migliaio di partecipanti che hanno formato un enorme disegno di un bocciolo di rosa rossa, fotografato dalla sommità del campanile. L'idea e la realizzazione è stata dell'artista veneziana Elena Tagliapietra, che la ha denominata 'Una Rosa per Venezia'. Quest'opera di land art temporanea è stata una delle tappe del progetto 'Venezia Rivelata': un programma biennale ideato dallo scrittore Alberto Toso Fei ed Elena Tagliapietra costituito da tredici performance artistiche e letterarie inserite nel programma delle maggiori festività veneziane svolte in altrettanti luoghi significativi di Venezia a cui sia legata un’antica leggenda o un aspetto tradizionale di rilevanza storica. Un progetto che ha visto impegnati i due artisti in un inedito progetto di Reading e di Body Painting. Hanno preso vita di volta in volta diversi tipi di performance come la pittura del corpo, ma anche contaminazioni dal mondo della danza, della musica, del teatro, interazioni con la tecnologia e altre forme espressive, in una nuova formula creata da Elena Tagliapietra, originale per ogni singolo evento, per comunicare le sensazioni ispirate dai racconti in maniera innovativa e d’impatto emozionale, per “sentire” i racconti non solo con le orecchie ed il cervello, ma anche con il cuore.
La foto del bocòlo umano è diventata da quel giorno il simbolo visivo di questa festa.