18/06/2026
IL CASO – «La grande menzogna: come fu cancellata la Serenissima per creare la Lombardia»
Un’analisi controcorrente smonta i miti storiografici dell’Ottocento e la propaganda politica degli anni Novanta: «Usare il termine "lumbardo" oggi è un attacco frontale, una cannonata, alla nostra identità».
Ogni narrazione storica fiorita dopo il XIX secolo porta con sé un Dna rivoluzionario, ed è per questo, intrinsecamente, nemica della Serenissima.
La Repubblica di Venezia incarnava la Tradizione per eccellenza: quella cattolica, marciana, legata al naufragio e alle spoglie di San Marco Evangelista, e mariana, con la fondazione di Rialto avvenuta, non a caso, nel giorno dell'Annunciazione.
È proprio questa natura profondamente cattolica ad aver decretato la cancellazione e la damnatio memoriae della Serenissima da parte della storiografia ufficiale.
È quanto emerge da un duro atto d’accusa che sta scuotendo il dibattito culturale locale. L’analisi punta il dito contro i pilastri geografici e politici costruiti ad arte negli ultimi due secoli, smascherando una manipolazione sistematica del linguaggio e dei confini amministrativi volta a oscurare il prestigio di una civiltà millenaria.
La verità storica sul termine "lumbardo" é diversa da quanto insegnato fino ad ora: secondo questa ricostruzione, l'aggettivo "lombardo" è stato svuotato del suo significato originario. Inizialmente indicava solo ciò che riguarda il breve periodo dei ducati longobardi, un popolo di barbari cristianizzati che regnarono su parte d'Italia per soli 150 anni: il niente, storicamente parlando.
Anticamente, infatti, "lombardo" significava semplicemente italico. Basti pensare alla celebre Lombard Street di Londra, che deve il nome ai mercanti e banchieri italiani (specialmente toscani, veneziani e genovesi) che vi si stabilirono dal XIII secolo. In quel contesto, "lombardo" era sinonimo di banchiere italiano, e cioé toscano, fiorentino, veneziano e genovese.
La stessa Lega Lombarda storica non era un movimento "regionale", ma la vera e propria alleanza degli "italiani" contro i tedeschi del Barbarossa. Al suo interno contava città come Ferrara, Piacenza, Parma, Cremona, Genova, Bologna, Rimini e, soprattutto, le venete Verona, Padova, Treviso, Vicenza, Bergamo, Brescia e la stessa Venezia.
Il dito viene puntato non solo contro la neo-lingua rivoluzionaria (giacobina e risorgimentale) ma anche contro gli inutili movimenti politici che negli anni Novanta raccoglievano le ampolle d'acqua del Po. Definiti «comunisti padani con gli elmetti celtici», vengono accusati di aver costruito fortune politiche su menzogne e pagliacciate, senza mai aiutare la vera causa indipendentista, autonoma o federale.
Forze fondamentalmente di sinistra e rivoluzionarie, profondamente atee, che inneggiavano ai celti, ai druidi, al dio pagano Po e ad Odino, dalle quali non ci si poteva aspettare nessun risultato se non il totale fallimento delle promesse elettorali.
Il "mostro" del Lombardo-Veneto é una chimera che getta sconcerto ancora oggi: suoi diretti prodotti sono le regioni ordinarie inventate nel 1970, soprattutto quella di fantasia a sinistra e quella monca a destra, entrambe moderniste, progressiste ed atee. Ma sono suoi prodotti anche carrozzoni inutili come quegli eventi che uniscono realtà opposte e contrapposte come Milano e Cortina.
Il vero smembramento della Serenissima è iniziato nel XIX secolo con l'invenzione a tavolino della "Lümbardia" e il contestuale Regno Lombardo-Veneto: un'unione forzata tra la Serpe dei Visconti e il Leone di San Marco, definita senza mezzi termini «un orrore» storico, culturale, ideologico e religioso.
Il Regno Lombardo-Veneto, istituito nel 1815 dal Congresso di Vienna sotto la corona d'Asburgo, unì amministrativamente i territori dell'ex Ducato di Milano e della Repubblica di Venezia.
Questa unione forzata viene vista dai movimenti marciani come una violazione della specificità veneta, un tentativo geopolitico di fondere la tradizione viscontea con il leone marciano, indebolendo l'eredità storica della Serenissima a favore di una nuova ripartizione territoriale.
La storiografia dal XIX secolo in poi ha manipolato il linguaggio per obliterare la Tradizione Cattolica incarnata dalla Serenissima, inventando l'area "lombarda" che é di fatto un'entità inesistente, manipolatoria e rivoluzionaria, contro la vera identità veneta. Ogni volta che si utilizza la parola "lombardo" é quindi un attacco diretto a ciò che resta della Serenissima.
Manipolando il linguaggio, i poteri intellettuali hanno manipolato la storia, i popoli e la regione.
Gli unici beneficiari della invenzione della Lombardia e della inesistente identità lümbarda sono proprio coloro che, ad ovest dell'Adda, cioé al di fuori dei territori della Serenissima, sono privi o deboli di una propria identità culturale e civica, sottoposti al dominio ultrasecolare prima di popoli stranieri e poi di ideologie totalitarie illuministe e massoniche e poi progressiste e moderniste.
A Nord Est c'é un vasto territorio di millenaria identità straordinariamente veneta, di Tradizione Cattolica, marciana e mariana, che si estende da Brescia e Bergamo, fino a Venezia e all'Istria: un territorio che é rimasto integro ed immutato dai tempi antichi della Venetia et Histria a quelli moderni della Serenissima.
A Nord Ovest c'é un'area senza una specifica identità o con un'identità debole, se non quella di essere territorio della città Milano: un insieme di provincie che gravitano su Milano, da secoli rivoluzionaria e laica, illuminista, massonica, oggi socialista, progressista, modernista ed inclusiva, modaiola e ancora da bere, che ha avuto bisogno di creare una identità lumbarda che in realtà é una maschera di breve durate, caduta sotto i colpi del melting pot che ha dissolto anche quel debole tessuto identitario che esisteva prima e che si identificava incomprensibilmente con una città provinciale, autoreferenziale, sottomessa per secoli a potenze straniere.
Per supplire alla mancanza di identità ha avuto bisogno di crearsene una falsa e diventare capo di una regione di fantasia finalizzata a confermare le sue insufficienze identitarie.
La conclusione è un monito per il presente: ogni volta che oggi si usa la parola "lombardo" per definire un'area geografica inesistente, si spara una cannonata contro ciò che disperatamente rimane della gloriosa storia della Serenissima