Podere Castagnè

Podere Castagnè Azienda Agrituristica con ospitalità
via Valle, 9- Località Castagnè
37030 Mezzane di Sotto (Ver Gli animali sono i benvenuti

03/10/2024
DAL FILARE AL VINO:QUANDO LA VIGNA E' OPPORTUNITA' PER TUTTI NESSUNO ESCLUSOVIVA LA VIGNA!Il lavoro, come affermava qual...
18/09/2024

DAL FILARE AL VINO:
QUANDO LA VIGNA E' OPPORTUNITA' PER TUTTI NESSUNO ESCLUSO

VIVA LA VIGNA!

Il lavoro, come affermava qualcuno, nobilita l'essere umano. Indubbiamente, esso conferisce dignità, costituisce un pilastro essenziale per l'autostima, favorisce l'integrazione sociale e stimola lo sviluppo personale. È attraverso il lavoro che possiamo contribuire a edificare una società più inclusiva ed equa, capace di offrire davvero a tutti reali opportunità. Una convinzione che si realizza concretamente tra le mura dell’Osteria Mangiabottoni e dello Stravagante Hostel, realtà parte di AIAS (Associazione Italiana Assistenza Spastici), dove ogni barriera, fisica e culturale, tra abilità e disabilità nel lavoro viene quotidianamente abbattuta, gli stereotipi sfidati e vinti, le diversità valorizzate.

Oggi sono 34 i ragazzi e le ragazze con disabilità, prevalentemente intellettiva e autismo, poco più che ventenni, supervisionati al lavoro da educatori e dal personale della cooperativa sociale che in Osteria e in Ostello, realtà avviate nel 2019, si impegnano come cuochi, baristi, addetti di sala, addetti alle pulizie e alla reception.

Un modello di inserimento lavorativo che non è passato inosservato e che oggi è pronto ad ampliarsi ulteriormente. Nasce da un incontro di sognatori il progetto “Dal filare al vino”, che porterà giovani ragazze e ragazzi con disabilità ad apprendere nuove competenze lavorative. Da una parte Marinella Camerani, vignaiola con 40 anni di esperienza in quel di Corte Sant’Alda a Mezzane di Sotto, dall’altra Emanuele Germiniasi, direttore della Cooperativa Sociale L’Officina dell’Aias di Verona.

Prenderà vita un progetto sperimentale nel quale L’Azienda Agricola Camerani accoglierà a Podere Castagnè le persone con disabilità e i loro assistenti personali per coinvolgerli nell’attività di vendemmia e nelle operazioni di cantina, elargendo anche una liberalità a riprova di quanto crede nel complessivo progetto di inserimento lavorativo in ambiti normalizzanti che la cooperativa persegue da venti anni. Dal lavoro della terra nascerà il vino “Mangiabottoni”, che sarà venduto dall’azienda e servito in Osteria. «La nostra speranza e il nostro obiettivo - ha dichiarato Germiniasi - sono che la cooperativa, al crescere dell’interesse e delle competenze delle persone con disabilità anche in ambito vitivinicolo, possa in futuro aumentare la loro presenza in azienda e progettare un vero e proprio laboratorio occupazionale di inserimento lavorativo».

Il luogo destinato a essere casa del progetto è Podere Castagnè «una corte di campagna, un vigneto, un bosco, lì dormiente che aspetta di essere scoperto e vissuto nella sua interezza con persone, animali e piante nell’orto» commenta Camerani. Tutti assieme, i lavoratori dell’azienda ei ragazzi dell'Officina dell’Aias si occuperanno dei primi 20 filari della proprietà, circa mezzo ettaro di Corvina e Rondinella lungo la strada che porta a Moruri, contrassegnati da piccoli stendardi colorati. «Faremo un vino insieme e solo a primavera inoltrata andrà in bottiglia. Potrebbe essere un Valpolicella a denominazione di origine controllata o un vino a indicazione geografica protetta: decideremo assieme dopo aver assaggiato cosa ci dona qui la vigna. Tuttavia, come è scritto nella convenzione con L’Officina dell’Aias, per i ragazzi si tratta di un esperimento, di un tentativo importante per dare spazio alle diverse personalità. E da qui iniziano anche i sogni: a Podere Castagnè il grande salone potrebbe diventare un laboratorio, una piccola biblioteca, un ristoro e le stanze un luogo di pernotto per viandanti. Un progetto lungo tante vite, senza fretta, dove gli obiettivi sono il benessere di tutti noi. Un progetto che interpreta a pieno il motto preso a prestito dal poeta spagnolo Antonio Machado in questi 40 anni di Azienda Agricola Camerani: “È camminando che si fa il cammino”».

Camilla Faccin

01/02/2024

STORIE DI PERSONE | 09 dicembre 2023, 16:07
Nella natura ascoltata sta il vino buono

Nella natura ascoltata sta il vino buono
Lo scorso ottobre Gambero Rosso assegnava il premio vignaiola dell'anno per Vini d'Italia 2024 a Marinella Camerani, dell’azienda agricola Corte Sant’Alda a Mezzane di Sotto, identificandola come una delle massime interpreti dei vini storici della Valpolicella. Un riconoscimento che premia un modo di fare vino ma anche una storia personale fatta di scelte coraggiose e mai scontate.

Da dove parte la storia vinicola di Marinella Camerani?

Nasco ragioniera nell'azienda di famiglia, che produceva batterie per le macchine. Quando ho capito che lì avrei avuto solo ruoli marginali, me ne sono andata. Ho ristrutturato parte di questa proprietà, acquistata anni prima da mio padre, decisa a occuparmene. Era il 1983.

Quale fu la reazione della sua famiglia?

Mi presero per matta. Tenga presente che nell'84 è nata la mia prima figlia, nell'88 la seconda, nell’89 mi sono separata. L’idea che stessi qui da sola con due bimbe piccole non piaceva a nessuno, ma ero determinata nel provarci. Furono gli anni più difficili della mia vita, perché avevo il mondo contro, ma la Partita IVA che aprii il 1° gennaio 1986 è ancora la stessa di oggi, che so a memoria.

Che mondo aveva contro oltre a quello familiare?

Il mondo professionale sicuramente. La vallata di Mezzane era praticamente sconosciuta, immagini le difficoltà in ambito commerciale, il gestire un’azienda da sola.

Come ha iniziato a fare vino?

Il primo cliente è stato mio papà che, anche se malvolentieri, mi ha sempre aiutata. Io facevo il vino e lui lo comprava per sé e per i clienti. Difficile poi spiegare cos’è successo: non ero un'esperta di vino, ma ho avuto la fortuna di trovarmi in una zona magica. Penso di aver cominciato a fare vino buono ancora prima di sapere cosa fosse il vino buono.

Ora però lo saprà come si fa il vino buono?

Ho un'idea abbastanza semplice: con uva buona e un buon posto non è difficile fare vino buono. Mentre cercavo la mia strada sono andata a rompere le scatole a mezzo mondo, dalla famiglia Allegrini a Bruno Sartori, e poi mi sono trovata un enologo. Oggi posso confermare che non ci sono molte regole, ma serve intransigenza nel rispettarle: capire cosa puoi tirar fuori dalla tua terra, lavorare per ottenere il meglio, non cambiarlo per accontentare il mercato.

Lei riesce a rispettarle?

Sono convinta che ognuno, nella vita ma anche nel fare vino, debba essere sé stesso, riconoscibile. Ci sono dei vini non identitari fatti solo con intenti economici, che alla lunga rovinano l'immagine di una DOC o DOCG. Ogni produttore dà poi il suo tocco personale, ma l’importante è presentarsi sempre per ciò che si è.

Ricapitoliamo: identità, coerenza, trasparenza. Userebbe queste parole anche per descrivere i suoi vini?

I miei vini sono fortemente legati al territorio, non seguono le mode ma il mio gusto: mi piacciono i vini con una certa acidità, asciutti, non troppo corposi. Li definirei vini integri.

Lei ha iniziato a fare biodinamica intorno agli anni 2000, quando ancora pochi sapevano cosa fosse e quasi nessuno ne parlava. Perchè?

Fu per caso, quasi trent’anni fa. Usavo i lieviti selezionati e per alimentarli servivano sostanze nutritive. Un giorno, lo ricordo benissimo, apro il sacchetto delle sostanze nutritive e mi investe una ventata di odore nauseante, che mi ricorda il mangime dei pesci. Mi dico: “Perché devo mettere questa cosa che puzza nel mio mosto che profuma?”. Dopo un confronto con l’enologo ho deciso di iniziare a fermentare senza i lieviti selezionati. Oggi sono riuscita a eliminare i prodotti di sintesi in tutta l’azienda, grazie a tanto studio e all’incontro con Nicolas Joly.

Cosa le fece capire?

Che la natura in ogni istante ci dà dei segnali che non possiamo ignorare. Come si può fare vino senza vivere la terra?

Oggi il vino è per lei lavoro o passione?

In certi momenti è un lavoro pesante, in altri mi chiedo come posso chiamare lavoro qualcosa che mi piace così tanto.

Cosa le ha dato la forza in quei primi anni?

Avere la responsabilità di due bimbe piccole è stato determinante. Oggi ne ho tre, un compagno di cui sono molto innamorata, e sono felice per come le ho cresciute.

Lei è una ribelle?

Le dico solo che il ricordo della mia prima protesta risale alla prima elementare. La maestra voleva farmi disegnare un grappolo d’uva, non ero capace e mi rifiutai. A ricreazione mi fece tenere il foglio bianco attaccato alla schiena, lo strappai e dissi certe parole sentite chissà dove. Ho sempre avuto qualcosa da dire; prima pensavo fosse un limite, ora un pregio.

Oggi cosa la fa arrabbiare?

Le ingiustizie sociali; vorrei poter fare di più, vorrei cambiare qualcosa. Viviamo in un mondo privilegiato e a volte ho un po' di sensi di colpa per questo.

Qualcosa però l’ha fatto, la sua storia può essere d’esempio per altre donne. Si definisce una femminista?

Mi definisco tante cose, tra le quali una “femminista di sostanza”: voglio far vedere che si può fare, essere concreta e portare avanti il mio pensiero, anche quando non è facile.

Il premio del Gambero Rosso se lo aspettava?

Assolutamente no, non capivo perché avessero scelto me.

Ha trovato una risposta?

Partendo dalla certezza, perché li conosco, che ci siano molti vignaioli più bravi di me, un amico mi ha fatta riflettere: lavoro da quarant’anni nella stessa zona, facendo gli stessi vini che sono riconosciuti buoni, mantenendomi coerente, utilizzando la biodinamica da oltre vent’anni. In un momento storico nel quale la Valpolicella sta cercando una strada nuova, nonostante sia qui da così tanti anni, faccio parte di chi la sta percorrendo.

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05/03/2022

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Tutti tornanodove si sono sentiti amati.In macchina. In bici.In ginocchio.In una casa. In una via.In un paese. In un cim...
23/10/2021

Tutti tornano
dove si sono sentiti amati.
In macchina. In bici.
In ginocchio.
In una casa. In una via.
In un paese. In un cimitero.
Tutti tornano
dove si sono sentiti amati.
Presto. Tardi. Fra tanto tempo.
Da piccoli. Da grandi. Da vecchi.
Ridendo. Piangendo. Impauriti.
Ma tutti tornano
dove si sono sentiti amati
In un ricordo. In un pensiero.
In un abbraccio. In un sogno.

19/10/2021

Ospiti speciali:
Grazie

11/10/2021

Indirizzo

Via Valle, 9 Località Castagnè/Mezzane Di Sotto
Verona
37030

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