01/10/2026
A volte, ricordi irrimediabilmente abbandonati nel buio dell'oblìo si illuminano come nembi che scagliano saette nella notte. Lasciano andare un boato rotondo e sordo. Tutto viene avvolto, e anche l'aria trema nell'istante di luce viola. Si trasformano in ruggito man mano che si innalzano verso le creste. I bassi si abbandonano agli alti in una vertigine di frequenze e il frastuono si spezza e crepita frummolando impazzito tra le cenge. Gli echi sovrapposti sono fogli gettati alla rinfusa e nel silenzio che segue, sembra volersi chiarire definitivamente la nostra statura. La memoria è un rumorista in cerca di dettagli, è un oste scomodo. E alla fine, quei ricordi sono bicchieri che sta a noi decidere se riempire o lasciare vuoti sul bancone del tempo