07/04/2025
A Viterbo esiste un pezzo dell'Inferno di Dante, e non รจ una metafora.
Si chiama Il Bullicame, una sorgente termale che ribolle naturalmente a 58ยฐC. La stessa acqua che oggi potete vedere e toccare (con cautela!) ispirรฒ Dante Alighieri quando descrisse le acque bollenti dell'Inferno nel Canto XIV della Divina Commedia.
Ma ecco il paradosso: mentre Dante associava queste acque ribollenti alla dannazione eterna, i Papi medievali accorrevano proprio qui in cerca di cure e benefici terapeutici.
Lo stesso elemento naturale, interpretato in modi completamente opposti. Per alcuni, un rimedio divino. Per altri, un simbolo infernale.
Dopo oltre 700 anni, il Bullicame continua a ribollire, silenzioso testimone di come la stessa realtร possa essere paradiso per alcuni, inferno per altri. Un ponte vivente tra passato e presente, tra letteratura e natura, tra cura e dannazione.
Il vapore sale ancora oggi, indifferente ai significati che noi umani gli attribuiamo.