15/10/2026
Tra polemiche e silenzio: quando il degrado del verde urbano è il risultato dell'inciviltà e dei ritardi
VITTORIA – Ogni volta che un’amministrazione comunale o il Sindaco programmano un intervento di potatura straordinaria o l'abbattimento di alberi ritenuti pericolosi per la sicurezza pubblica, l’opinione pubblica si infiamma. Si sollevano cori di protesta, con opposizioni e associazioni ambientaliste pronti a gridare allo scandalo per la presunta "distruzione del patrimonio naturale".
Eppure, tra le vie cittadine si consuma quotidianamente un altro fenomeno, assai più strisciante e privo di qualsiasi clamore mediatico: la distruzione silenziosa del verde da parte dei privati.
L'incuria che genera inciviltà
Negli ultimi tempi sono sempre più frequenti i casi di alberi lungo i marciapiedi che appaiono improvvisamente secchi e privi di vita, visibilmente danneggiati. Come mostrano diverse segnalazioni in città, numerose piante posizionate a ridosso delle abitazioni presentano chiome ingiallite o completamente disseccate in periodi fuori stagione.
La causa? Spesso si tratta di veri e propri atti di sabotaggio commessi da residenti che, stanchi delle foglie che cadono sul marciapiede, dei rami che coprono le finestre o della manutenzione mancata, decidono di "farsi giustizia da soli". L'uso scorretto di diserbanti versati direttamente nelle tazza dell'albero, candeggina o sostanze chimiche è una prassi abusiva utilizzata per far morire la pianta ed ottenerne così la successiva rimozione.
Il cortocircuito della manutenzione
Se da un lato l'inciviltà non può trovarsi giustificata sotto alcun aspetto, dall'altro emerge una responsabilità legata alla gestione della cosa pubblica. I ritardi e la carenza di una programmazione regolare per le potature portano le piante a crescere a dismisura, creando disagi concreti alle abitazioni vicine: riduzione della luce naturale, rami pericolanti e marciapiedi scivolosi per l'accumulo di fogliame.
L'assenza di interventi tempestivi da parte degli enti preposti crea un vuoto che finisce per alimentare il degrado. Quando l'amministrazione non interviene per tempo con le dovute potature contenitive, il cittadino incivile trova il "pretesto" per agire nell'ombra.
La doppia morale sul verde pubblico
Ciò che colpisce maggiormente è il contrasto tra le reazioni pubbliche:
La protesta rumorosa: di fronte alle decisioni ufficiali della giunta o del sindaco, anche quando dettate da perizie tecniche per ragioni di incolumità pubblica, scattano immediatamente attacchi politici e mobilitazioni.
Il silenzio assordante: di fronte al disseccamento doloso di alberi da parte di singoli cittadini, cala il sipario. Nessuna nota stampa, nessuna presa di posizione da parte dell'opposizione o delle sigle ambientaliste locali.
Tutelare il verde urbano richiede coerenza. Da un lato serve una pianificazione puntuale del servizio di manutenzione e potatura per prevenire i disagi ai cittadini; dall'altro occorrono controlli rigorosi e sanzioni severe per punire chi deturpa o uccide il patrimonio vegetale comune. La cura della città non può essere una bandiera da sventolare solo a comodo. Assenza Franco