28/09/2026
Ci sono weekend che finiscono quando le persone vanno via….
e altri che, invece, rimangono dentro.
Lo scorso fine settimana, nel nostro B&B, è successo qualcosa di questo tipo.
Ho avuto la fortuna di ospitare un laboratorio di scrittura introspettiva, un momento dedicato allo journaling, alle parole e soprattutto all’ascolto di sé.
S.E.M.E ♡
A guidarlo sono state tre persone che conosco da tempo, incontrate in altri percorsi di scrittura e diventate, negli anni, anche amici.
Giuseppe Massaro Federica DeNú e Giulia ♡
Vederli qui, questa volta, in un luogo che sento così profondamente mio, ha avuto per me un significato speciale.
Il laboratorio si è svolto tra le stanze del nostro palazzo di fine Quattrocento, nella grande sala e sul terrazzo, con i tetti dell’Aquila davanti agli occhi.
Un luogo dove sembra che il tempo, per qualche ora, possa rallentare.
E forse non è stato un caso che proprio qui le parole abbiano trovato il loro spazio.
Mentre loro scrivevano, riflettevano, si ascoltavano e condividevano pensieri ed emozioni, io mi prendevo cura di loro in un altro modo: lasciando che dalla cucina arrivassero profumi, sapori e quella parte di accoglienza che per me è fatta anche di gesti semplici, preparati con il cuore.
E così, quasi senza accorgercene, si sono incontrate tante cose che amo:
la scrittura, l’introspezione, l’ospitalità, il cibo, le relazioni, la bellezza di un luogo e il piacere semplice di stare insieme.
Era come se ogni cosa avesse trovato il proprio posto.
Le parole nella sala.
I pensieri sui quaderni.
Le voci sul terrazzo.
I profumi che arrivavano dalla cucina.
E fuori, l’Aquila, con i suoi tetti e la sua storia.
A un certo punto mi sono resa conto che non stavamo semplicemente facendo un laboratorio.
Stavamo creando un’atmosfera.
Una casa non è fatta soltanto di muri, mobili e stanze.
Ci sono luoghi che, quando vengono attraversati dalle persone giuste, diventano qualcosa di più.
Diventano un contenitore di emozioni.
Un piccolo spazio sospeso, dove per qualche ora ci si può fermare, ascoltare, scrivere, incontrarsi.
E questo weekend mi ha regalato anche nuovi incontri.
Persone con cui ho sentito una particolare sintonia, quella sensazione rara di riconoscersi, quasi senza sapere perché.
Forse è questo che amo davvero della mia casa e dell’ospitalità.
Non accogliere semplicemente delle persone, ma creare uno spazio perché qualcosa possa accadere.
Un pensiero.
Una storia.
Una pagina scritta.
Una risata.
Un incontro.
Un’emozione.
E quando tutto questo succede, la casa sembra respirare insieme a chi la vive.
Poi le persone vanno via.
Rimangono i quaderni chiusi, le tazze da riporre, la sala che torna silenziosa.
Ma qualcosa resta.
Resta nell’aria.
Resta nelle stanze.
E, soprattutto, resta dentro di me. ❤️