15/12/2022
- L'ultimo, grande, sacrificio ambientale -
La vittima sacrificale questa volta è una valle laterale della splendida Val d'Ayas, conosciuta dai più con il nome di "Vallone delle Cime Bianche".
Verrà immolata a favore di un Dio molto potente, che solo in Italia può vantare oltre 6000 km di piste e 1.800 impianti di risalita.
Questa divinità, come avrete capito, si chiama sci.
Il sacrificio - alla luce delle ultime indescrizioni - è ormai prossimo e prevede la realizzazione, in un'area di grande prestigio naturalistico (fa parte di Rete Natura 2000), di una funivia capace di collegare il comprensorio del Cervino a quello del Monte Rosa, per dare così vita al più grande distretto sciistico d'Europa nonché terzo al mondo. Si parla infatti di 580 km di piste distribuiti in ben cinque vallate.
Non poche testate giornalistiche hanno accolto la notizia con entusiasmo. Qualcuno è perfino arrivato ad affermare che, .
Si giustifica l'intervento promettendo quindi una montagna più "democratica", aperta a tutti, anche ai più pigri.
Una democrazia a ben guardare un po' truccata, perché include solo chi ha la possibilità di acquistare i sempre più onerosi skipass.
Un modo di ragionare incapace di provare empatia per chi, quel vallone, oggi ama salirlo a piedi, avvolto da panorami e silenzi che sfumeranno per sempre con la realizzazione dell'impianto. A queste persone l'infrastruttura verrà "democraticamente" imposta.
Considerato che, come abbiamo visto, il Dio dello sci in Italia può già fare sfoggio di migliaia di chilometri di piste; considerato il carattere energivoro di questa attività economica; considerato anche che i cambiamenti climatici suggeriscono un ripensamento dell'offerta turistica montana, perché non convertire il progetto, facendo del Vallone Cime Bianche un territorio-avanguardia del turismo dolce, imperniato proprio su quelle peculiarità che oggi lo rendono unico? Perché non fare leva sulla poesia e sul fascino in esso già esistenti?
Così facendo la Valle d'Aosta, che di piste da sci non può certo dirsi sprovvista, potrebbe ulteriormente attrarre quelle frange di appassionati (in costante aumento) consapevoli che a volte un po' di fatica può rendere l'esperienza più ricca, appagante e rispettosa del contesto.
Sarebbe un messaggio bellissimo.
di Pietro Lacasella
📷: Annamaria Gremmo